la festa

 

28 / 29 / 30 / 31 Agosto
4 / 5 / 6 / 7 Settembre

 

Piccole storie locali. Ma come è nata la “festa del cavallo” di Cherubine?


Negli anni ’70, nelle nostre campagne, i moderni trattori erano già stati preferiti ai cavalli. Solo qualche romantico contadino teneva ancora in stalla il cavallo, fedele amico e ricordo di un passato con il quale i conti sembravano ormai chiusi da tempo. Di tanto in tanto compariva sulla strada con il suo destriero trainando la “baracchina” , un biroccio, sul quale faceva bella vista il bidone del latte appena munto da portare al caseificio. Usava strade poco frequentate, spesso non asfaltate, quasi colto dalla paura di disturbare quella modernità rumorosa alla quale tutti avevano ceduto. Era sufficiente lo scalpitare di quell’oggetto misterioso per animare la via richiamando l’attenzione di qualche anziano e di tanti bambini incuriositi.

 

Nei pomeriggi estivi delle tranquille e spesso noiose domeniche , alcuni innamorati del cavallo erano soliti incontrarsi a Cherubine, spesso per caso, in un prato assai dismesso, conducendo i loro cavalli non più giovani che tiravano vecchi biroccini recuperati dai fienili. Di per sé, questo era già uno spettacolo, anche con qualche brivido. Il rischio, infatti, non mancava per la presenza lungo il percorso di buche e materiale abbandonato. Gli stessi calessi erano talvolta tenuti insieme in qualche modo, dove il fil di ferro sostituiva viti e bulloni ormai introvabili; con lo spago si rattoppavano i finimenti, e le ruote, già traballanti correvano, il rischio di diventare quadrate quando qualche buca veniva centrata in pieno. Nella pista polverosa di Cherubine per anni corsero e si esibirono pony e cavalli.

 

Era inevitabile che il ripetersi di questi incontri, anno dopo anno, si trasformasse in una vera e propria festa popolare la cui data si fa risalire alla fine estate del 1978. Nacque così la “festa del cavallo di Cherubine”. Dopo la prima edizione, ne seguirono altre negli anni successivi. Il passa parola contribuì di anno in anno ad aumentare curiosità e interesse.

 

I pony, numerosissimi e quasi sempre scatenati, destavano fra i bambini, ma soprattutto fra gli adulti, una simpatia indescrivibile e nelle gare creavano un tifo che sembrava di essere ad una partita di calcio. Ai pony e alle baracchine, si aggiungevano qualche sulky trainato dal “trotter” e qualche cavallo da sella. Persone indimenticabili come Paolo Cagali con il suo cavallo “Bimbo”, Gino Cecco, detto “Cecchino”, per il suo fisico da fantino, tutti innamorati dei cavalli.

Solo con l’ edizione del 1985 la Festa del Cavallo cominciò ad assumere la fisionomia di una vera festa, abbandonando l’improvvisazione del momento e dei primi anni, assumendo invece sempre più le sembianze di una festa organizzata. E a questo proposito non possiamo dimenticare l’aiuto del Dr. Pietro Soliani, Presidente della Fiera cavalli di Verona, e del Cav.Renato Adami di Sommacampagna.

 

Anche le gare via via si qualificarono, divenendo sempre più “gare di abilità” per i cavalli da sella nel “combinato gimcana e ostacoli”. La partecipazione sempre più numerosa di cavalli sempre più preparati tra i quali facevano bella vista quelli della scuderia “Officine Mirandola”. Nella specialità “trotter”, per anni furono presenti e si distinsero per passione e bravura i Fratelli Evaristo e Luigi Sterzi di Verona e Bossadori di Bagnacavallo.

 

Negli anni ’80 le gare in pista erano precedute da una sfilata per le vie di Cerea e, quella, per la gente era un appuntamento da non perdere.

 

Da anni ormai nella tarda mattinata della prima domenica di settembre, il Sindaco con fascia tricolore attende con le autorità sul palco d’onore, l’arrivo della sfilata con il saluto dei militari. La sfilata viene aperta dai Corpi militari dello Stato, che di anno in anno si avvicendano. In ordine di tempo, prima le immancabili Guardie Forestali, poi la Polizia di Stato, lo storico Reggimento di Artiglieria a Cavallo – Le Voloire- con la divisa d’epoca, i Carabinieri del Reggimento a cavallo, i Ranger d’Italia e la Cavalleria di Napoleone.

 

Seguono la sfilata, una ventina di carrozze tutte tirate a lucido e nei i vari modelli : Landeau, Vittoria Wagonette, Phaeton, Mylord, sono tirate da splendide pariglie di cavalli. I cavalli Murgesi dal mantello morello, i bianchi Lipizzani, i biondi Aveglinesi e gli “ attacchi” sono manovrati da eccezionali cocchieri in divisa. Il Dr. Giusti di Modena, immancabile e affezionato alla festa di Cherubine apre la sfilata di carrozze con i suoi quattro “Murgesi ingentiliti” e tutti rimangono a bocca aperta. Completa la sfilata una miriade di cavalieri in sella a cavalli, alcuni dei quali di gran pregio, dove non manca lo splendido Arabo, l’ Andaluso dal passo figurato, il possente Frisone dal mantello nerissimo o il grande Maremmano con accanto il piccolo Camargue, o il Quarter americano con sella western. La sfilata si chiude immancabilmente dal carro di Caneva carico di bambini felici come non mai, con al seguito tanti genitori in bicicletta che danno l’idea della festa popolare e alla quale tutti possono partecipare.

 

Il percorso si conclude con il simbolico “bicchiere della staffa” al parco comunale, offerto dalla Municipalità di Cerea.